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Intervista: “Oltre l’Abisso” è molto più di un’Opera Rock

Intervista a Elisabetta Tagliati, Perry Magnani e Marcello Monti

“Oltre l’abisso” è un’opera prog-rock composta da Perry Magnani e M° Elisabetta Tagliati, basata sull’omonimo romanzo onirico di Elisabetta edito da Pluriversum Edizioni.

La trama narra una leggenda dal profondo risvolto spirituale, ambientata sui magici appennini italiani. Bethel, capoclan celta, riceve una serie di misteriose visioni che la portano all’incontro con il druido Vessagh. La reciproca conoscenza si tramuta velocemente in un amore trascendentale, che permette di giungere alla fonte del Sé supremo

Lo spettacolo è composto da 25 brani per la durata di circa 2 ore, eseguibile anche in forma di concerto o reading musicale. All’interno dell’opera si trova il brano “Addio” che è all’interno della nostra playlist. Tutti i  testi sono di Elisabetta Tagliati e le composizioni musicali di Perry Magnani, che andiamo oggi orgogliosamente ad intervistare. Ma non saranno i soli…

Benvenuti Perry ed Elisabetta! Sono molto felice di avervi qui oggi per chiacchierare un po’! Il vostro sodalizio artistico parte prima di questa grandiosa lavorazione. Infatti come “Perry & Betty Lab” avevate già dato vita ad alcuni lavori inediti. Come nasce, appunto, la vostra prima collaborazione?

E: Grazie mille a tutti voi di Fuori la Scatola per l’interesse e la disponibilità nei nostri confronti. Io e Perry ci conosciamo da quasi 10 anni: l’incontro è avvenuto grazie ad un terzetto vocale swing, le ‘Tre Civette sul Comò’, che ha permesso di presentarci musicalmente. Un giorno Perry mi disse che faceva inediti ed aveva pronto un brano adatto alla mia voce (con un’estensione enorme nel ritornello)… quello è stato il nostro primo pezzo, che, tradotto in italiano, è anche presente in Oltre l’Abisso: ‘Verso L’Ignoto’. Da quel momento abbiamo iniziato una gratificante e piacevole collaborazione nel fare inediti, sperimentando un po’ tutti i generi. Non a caso i brani presenti in Oltre l’Abisso sono i più, se così si può dire, commerciali!

P: aggiungo che io mi sono innamorato subito di Betty, artisticamente intendo, e visto la mia grande passione per la composizione ho provato a conquistarla componendo appositamente per lei una canzone. Per “le tre civette” avevo già riarrangiato dei brani noti in modo stravagante e avevo notato che lei apprezzava molto l’inconsueto, così ho azzardato con gli inediti. Direi che ho fatto bene, ci siamo e ci stiamo divertendo moltissimo.

Poi, attraverso l’esperienza onirica di Elisabetta durata ben 3 mesi, nasce prima il romanzo “Oltre l’abisso” e poi L’Opera musicata da Perry.  Voglio prima fare una domanda ad Elisabetta. Nel periodo della stesura del romanzo avevi in mente già l’Opera o è stata un’idea successiva? A Perry chiedo invece: Musicare dei testi provenienti da una esperienza spirituale così importante, credi sia stato più difficile rispetto ai vostri lavori precedenti o altri tuoi lavori?

E: L’idea di musicare l’esperienza è arrivata subito, a pochi giorni dal primo sogno, ma è stata di Perry. Gli ho inviato la bozza  del primo capitolo, guarda caso lui era in Irlanda, e la sua proposta è stata immediata. Appena è tornato abbiamo iniziato a lavorarci su. Per me è stato molto importante trasporre tutto nel linguaggio che sento più mio: la musica. Condividerla e lavorarci sopra mi ha aiutato a vivere l’esperienza senza farmi eccessivamente trascinare nell’Abisso. (ride)

P: non è stato difficile più di tanto, o meglio, le idee embrionali sono arrivate rapidamente. Parlo dell’anima di ogni canzone, della sua caratteristica ritmica, melodica o armonica. Mi riferisco alla parte emozionale che secondo me era adatta a trasportare l’ascoltatore nel mondo di Bethel. Poi ho dovuto concentrarmi più tecnicamente per confezionare ogni brano con il giusto arrangiamento.

All’interno dell’opera, i vari brani (suonati tutti dal vivo sia in elettronico che in acustico) spaziano veramente tra tantissimi generi diversi. E’ stata una scelta pensata dall’inizio, o il tema dei testi, le rappresentazioni, il momento in cui quel brano andava in scena, richiamavano quel preciso tipo di arrangiamento?

E: Perry ha una composizione che molti descrivono con ‘cinematografica’ ed io provengo dal conservatorio dove ho studiato opera, entrambi eravamo determinati a raccontare le atmosfere e gli eventi  con quanti più stratagemmi possibili. Partivamo dall’analizzare la scena, poi si selezionavano i temi musicali e le atmosfere, successivamente individuavamo personaggi e struttura e a quel punto arrivava il testo, che poteva modificare la struttura permettendo all’azione di procedere. Da subito desideravo poter usare voci molto diverse tra loro e, com’era nostra caratteristica, non lasciarci limitare dal genere. Le linee vocali sono poi state personalizzate sugli interpreti per massimizzarne la resa e permettere loro di vestire con agio i panni del proprio personaggio. Così abbiamo un cantante rock nei panni del druido (Marcello Monti) e una voce brunita di stampo classico che si muove tra il soul-blues (Sofia Mazza) e la mia voce di soprano leggero tra il canto lirico e quello moderno. Già i due atti dello show, uno più pastorale e l’altro più eroico (non me ne vorrà Beethoven), sono caratterizzati da una vena più soul-folk piuttosto che rock-orchestrale.

Vi Presento ora con piacere il terzo ospite di Oggi: Marcello Monti!

Ciao Marcello e Benvenuto anche tu sul nostro blog! Nell’Opera Rock tu interpreti il druido Vessagh. Nella vita sei un insegnante di canto rock, yoga e meditazione. Oltre a raccontarci di come sei entrato in questo progetto e di come hai caratterizzato il tuo personaggio, siamo curiosi di chiederti se e quanto il tuo lavoro nello yoga e la meditazione siano stati utili per te in una lavorazione che ha atmosfere così spirituali.

M: Ciao, è un piacere conoscervi. Diciamo che sono entrato nel progetto attraverso un “provino a tradimento” organizzato da Betty e Perry. Dopo però aver ascoltato i brani dell’Opera ho aderito con passione ed entusiasmo, cercando di curare il mio personaggio nella maniera più completa possibile. Qui mi collego alla seconda parte della domanda: certamente scoprire che l’Abisso aveva una base così solida legata alla spiritualità, ha fatto sì che nella caratterizzazione del personaggio siano entrate anche tutte le mie esperienze relative al percorso olistico che ho fatto. Come dire, quando si parla di energie il caso non esiste, perciò…

Parliamo ora di “Addio” il brano presente nella nostra Playlist. Il brano si trova in chiusura di Spettacolo. Vorrei che provaste a parlare del brano a chi non ha letto il libro o visto lo spettacolo (cosa che invitiamo i nostri lettori a fare)… e magari a raccontarci se c’è qualche aneddoto o curiosità dietro la produzione di questa traccia.

E: “Addio” è quel momento dove una coppia sa che si lascerà e che se ne pentirà per sempre. Quel momento che vorresti durasse all’infinito (noi l’abbiamo fatto durare quasi sei minuti infatti!) e che ripercorrerai per tutti i tuoi giorni. Senti di sbagliare ma non vedi alternative. E’ un brano che personalmente mi emoziona moltissimo, soprattutto nel finale quando le tre voci di intrecciano in un ostinato ‘vivi dentro me, com’io vivo in te, in eterno e per sempre’.

Come anedoto io ricordo l’abbraccio con Marcello che è uno dei simboli dell’Opera Rock: io non sono molto facile al contatto e il regista ci ha corretto per secoli perchè non eravamo credibili. Mi hanno fatto sorbire per mesi il video di “Don’t give up” di Peter Gabriel e Kate Bush. Sembra incredibile, ma sul palco le cose più quotidiane possono essere le più difficili.

P: “Addio” musicalmente, nasce come brano pop molto semplice, ma poi l’ho arricchito con atmosfere tra il drammatico e il commovente, e un coro finale che quasi simboleggia un monito proveniente dall’ignoto anticipato da un delicato arpeggio giusto per dare la sensazione di spazio infinito.

M: Ricordo che il nostro primo regista ; Stefano Messori, che saluto, ha faticato moltissimo per farci apparire come due amanti che si lasciano!

“Addio” ha anche un Videoclip ufficiale che ritroveremo a fine articolo. Cosa potete raccontarci riguardo al video?

E: Ricordo quando l’abbiamo girato abbiamo dovuto organizzare una vera gita fuori porta, avevamo con noi di tutto: dalla benzina per i giochi di fuoco, ai costumi, al drone … poi tutte le comparse… quando siamo arrivati alla cascata, dalla quale dovevamo fingere di buttarci, l’acqua si era alzata per le recenti piogge e non abbiamo potuto registrare la scena clou. Ognuno dei personaggi (uno è muto) rappresenta uno dei quattro elementi: ho sofferto tantissimo a non poter fare la scena nella ‘mia’ acqua.

M: Ricordo ancora la fatica di scalare una montagna vestito da Druido!

Possiamo ascoltarvi alcuni dei brani anche su Spotify. Ascoltare i brani di “Oltre l’Abisso”  ti porta davvero in’un’altra epoca, quasi un’altra dimensione. Quando li avete cantati e suonati, sia in fase di registrazione che dal vivo, avete provato la stessa cosa? La risposta credo sia ovvia, ma mi piacerebbe ci raccontaste se avete avuto una emozione o un sentimento che prevaleva su tutti gli altri.

E: io mi emoziono sempre moltissimo, in particolare quando i brani vengono suonati in ordine, o nella messa in scena. In quei casi quando finisce tutto è come aver ripercorso ancora l’esperienza e mi sento svuotata e al contempo ritemprata. In studio sento forte la determinazione a voler fare del mio meglio, perchè quella sarà la versione che ascolteranno più persone, e non avrà la scena, perciò cerco di piegare la voce alla massima espressività possibile. Perry è sempre presente quando registro la voce, voglio il suo benestare perchè mi conosce bene  e sa sempre quando posso dare di più.

P: ecco, quando da di più poi devo ricorrere al mio otorino perché… avete presente una spada che vi si infila nell’orecchio? Le prossime canzoni le tiro giù di 4 toni.

Avete debuttato nel 2019 nella Rocca di Montefiorino (MO). E’ in corso d’opera l’elaborazione di una nuova e più avanguardistica messa in scena curata dal M°Francesco Moccia. Detto questo, vorrei chiedervi cosa ne pensate dell’attuale situazione dei Teatri Italiani ora che il Covid ha davvero messo in ginocchio soprattutto ciò che riguarda l’Arte in Italia.

E: Io penso che il teatro e l’arte siano un tesoro della collettività, limitarli in modo così drastico (rispetto ad altre categorie) è stato certamente un gravissimo colpo per gli artisti, ma penso che possiamo già sentirne l’effetto anche su coloro che frequentavano il teatro o i concerti come valvola di sfogo, momento di divertimento e allo stesso tempo di cultura. Personalmente credo moltissimo nella valenza sociale e terapeutica dell’arte (tanto che con Marcello teniamo seminari di canto olistico) e ne abbiamo bisogno più che mai.

P: io dico che si deve trovare una soluzione perché purtroppo questa situazione sta perdurando senza darci tregua. L’online e i social al momento sono una bella opportunità, ma i 5 sensi che ci sono stati dati devono trovare il modo di riprendersi il loro posto e soprattutto deve riprendere la vita sociale e culturale che senza l’arte non esisterebbero e viceversa.

M: preferisco non esprimermi

Come d’abitudine, l’ultimo spazio è libero. Potete rispondere a quella domanda che avreste voluto ma non vi è stata fatta o lanciare un messaggio. E con questa vi ringraziamo davvero ed invitiamo tutti ma davvero tutti a seguirvi!

E: Elisabetta, cosa direbbe Bethel in questo momento?

“Vivere senza passione è come morire, ma più lentamente. Non esistono leggi capaci di spegnere questa fiamma.”

P: cosa direbbe Perry alla sua veneranda età dopo l’intervista? dov’è il bagno?

M: Personalmente reputo l’Abisso l’apice di un percorso artistico, cioè il fare parte di un progetto straordinario dal punto di vista artistico e accompagnato da colleghi motivati e straordinari

Ringraziamo Elisabetta, Perry e Marcello e vi lasciamo ai contatti ed il video di “Addio”

Mail: oltrelabisso.operarock@gmail.com

Facebook: https://www.facebook.com/oltrelabisso

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Spotify: https://open.spotify.com/artist/2xrsYhnIjOZakmalrSfDGc

Instagram: https://www.instagram.com/oltrelabisso/

Sito web (pagina dell’opera rock): http://www.elisabettatagliati.it/oltrelabisso.html

Sito web (pagina del romanzo): http://www.elisabettatagliati.it/romanzo.html 

Amazon libro: https://www.amazon.it/Oltre-labisso-Elisabetta-Tagliati/dp/8885751946

( Sito dell’editore del romanzo: https://www.pluriversumedizioni.it/elisabetta-tagliati/ )

Interpreti:

Ruoli

Bethel – Elisabetta Tagliati

Vessagh – Marcello Monti

Luned – Sofia Mazza

Musicisti

Composizione e tastiere: Perry Magnani

Chitarra: Maurizio Melotti, Eleonora Daolio

Basso: Riccardo Bighi

Batteria: Marco Pozzi